Rabbia: a cosa serve la rabbia e l’aggressività

A cosa serve la rabbia? La spiegazione più evidente quando parliamo dell’emozione della rabbia, è rappresentata dal desiderio di volere far scomparire, qualcosa o qualcuno, che ci provoca frustrazione. Quando una persona si sente arrabbiata, però, non solo modifica sensazioni ed emozioni, ma anche il proprio corpo. Ebbene sì, l’organismo si sovreccita per avere così l’energia necessaria da impiegare nell’azione di fuga o lotta. Lo scopo primordiale infatti è quello di proteggerci da qualcosa che ci può nuocere. Pensa ad esempio agli animali; loro attaccano per motivi legati appunto alla mera sopravvivenza, quindi per attaccare un qualcosa o qualcuno che li spaventa, per motivi di territorialità, di sessualità, o per difendere la prole. Noi, invece, espletiamo emozioni di rabbia per motivazioni legate alla realizzazione del se, alla difesa della propria immagine, della propria persona, etc. Ci si arrabbia quindi, per indurre il soggetto o l’oggetto frustrante, ad un cambio di comportamento.

 

Rabbia: a cosa serve la rabbia e l'aggressività? Psicologo Dr.ssa Ave. La rabbia è una difesa primordiale, e la utilizziamo quando vogliamo difenderci
 

#rabbia come istinto di difesa

Questa emozione primordiale, di base, abbiamo detto essere determinata dall’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova. Quindi, possiamo comprendiamo come la sua funzione fosse e sia, prettamente di tipo adattivo e difensivo. A volte, però, tale istinto adattivo, diviene disfunzionale trasformandosi in un vero e proprio problema, che lede la propria felicità. Imparare a comprendere cosa ci accade mentalmente in quei momenti, sarà utile per imparare poi a gestirli.

#rabbia come rottura

A differenza della tristezza o dell’ansia, la rabbia può diventare un sintomo disfunzionale, che conduce a vivere momenti di rifiuto sociale, irritazione o biasimo. Queste esperienze possono produrre a loro volta due tipi di comportamenti, ovvero sviluppare forme ancora più estreme di aggressività, o risposte passive che introducono anche il senso si colpa. E’ utile, pertanto, imparare a gestire l’emozione della rabbia, attuando un training asservito, ovvero imparare e allenarsi sulla gestione dei rapporti con gli altri utilizzando la comunicazione assertiva (ovvero la capacità di valorizzare le proprie idee e bisogni, verso le persone che ci stanno vicine, e nel rispetto degli altri, ma smettendo di essere troppo passivi o troppo aggressivi).

In linea generare allora, la rabbia può divenire disadattiva, disfunzionale o patologica, quando crea sofferenza individuale, o compromette le relazioni sociali e spinge a compiere azioni dannose verso persone, cose, se stessi. In altri casi, invece, non è una emozione negativa. Da piccoli è adattiva e anche da adulti potrebbe esserlo, ma nel momento in cui viene incanalata in attività alternative a quelle del bisogno che ci viene negato. Così facendo, aumenta il nostro benessere e non rimaniamo incastrati in questa emozione. A prescindere dalla forma o dal livello comunque, l’obiettivo deve essere quello di aiutarci nel trovare un modo funzionale per manifestare e gestire quei stati rabbiosi disfunzionali, anelando a raggiungere quanto suggerito da Aristotele, in uno dei suoi scritti: “Colui che si adira per ciò che deve e con chi deve, e inoltre come, quando e per quanto tempo si deve, può essere lodato“. Psicologa Dr.ssa Ave Giada

 

 

 

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