Ricominciare dopo la fine di un amore: la magia del sacco vuoto

Ricominciare dopo la fine di un amore è possibile. Come? Una strategia fondamentale per ricominciare dopo aver perso una persona importante, è ridefinire i propri obiettivi, partendo dal passato e dalla sconfitta.
Ebbene si, per ricominciare da zero, in tutte le situazioni della vita, è necessario imparare, e imparare, è come sbucciare un frutto. Immagina di avere in mano una pesca e di volerla mangiare; all’inizio vedi soltanto la parte ruvida e grinzosa, potresti pensare che il frutto non è molto invitante o appetitoso, ma dopo aver superato il primo momento, le tue labbra sentono la polpa del frutto. E’ in quel momento che i pensieri iniziali si dissolvono e l’apprendimento diventa succoso, dolce, nutriente, tanto quanto la polpa che mangiamo e il gusto che assaporiamo. Molti a questo punto vorranno fermarsi, ma per crescere non si può finire in questo modo la storia, serve andare più in là. È più in là incontrerai il duro legno del nocciolo. Quando vuoi ricominciare da zero, significa che è arrivato il tempo di mettere in discussione tutto ciò che c’era prima, e questo è il momento più difficile.

 

Ricominciare dopo la fine di un amore è possibile, con la tecnica e la magia di definire un obiettivo. Estratto dal Libro "Ricomincio da me" Dr.ssa Ave

Ricominciare dopo la fine di un amore, svuotando il contenitore

Se e quando decidi di intraprendere un percorso di crescita, dopo un momento difficile che la vita ti ha portato a vivere, devi prendere coraggio, andare oltre la dura scorza dell’attrazione per la parte succosa e morbida di ciò che c’era prima, devi imparare a sommare il nuovo al vecchio, per trarre beneficio da entrambi. Solo in questo modo arriverai al seme, al centro di tutto. Il centro è la potenzialità assoluta, il germe di nuovi frutti, è l’inizio di un nuovo ciclo di apprendimento, al quale si arriva soltanto attraverso quel vuoto a partire da cui tutto è possibile. Proprio così, quando ricominci questo è quello che ti deve capitare se vuoi rag- giungere l’obiettivo: svuotare il contenitore che è in te, per riempirlo di nuovi obiettivi, conoscenze o del sapere acquisito, elaborato e tradotto con questa esperienza.

Vorrei raccontarti una storia. Un uomo arrivò alla bottega di Badwin, un vecchio saggio che viveva in un monastero circondato da grandi montagne, e disse: “ho letto tanto e ho frequentato molti uomini saggi e illuminati”. “Credo di essere riuscito ad accumulare tutta la conoscenza che mi è passata per le mani e quello che gli altri maestri mi hanno con pazienza trasmesso. Oggi però, credo soltanto lei Badwin possa insegnarmi ciò che viene dopo. Sono sicuro che, se mi accetterai come discepolo, potrò completare quello che so, con il poco o il molto che mi manca”. Il maestro, contento, gli rispose che era sempre disposto a condividere quello che sapeva con chi ne avesse necessità. Prima di cominciare la lezione, però, il maestro offri all’uomo del thè. Il saggio si alzò, andò in cucina e tornò nella grande sala dove l’uomo lo stava aspettando. Portò due bellissime tazze di porcellana, di colore turchese, riempite di thè fino a metà. Nell’altra mano teneva una piccola caraffa di rame, la quale sprigionava un’aroma delizioso. La stanza era invasa da quelle note dell’infuso mistico, che aveva dolci odori speziati. Il discepolo prese la tazza, il maestro afferrò la teiera e cominciò a inclinarla per versarvi altro thè. Il liquido presto raggiunse l’orlo della porcellana, ma il maestro parve non notarlo. Continuò a versare nella tazza il thè, che dopo essere traboccato e aver riempito il piattino che l’allievo sorreggeva, cominciò a spargersi addosso al ragazzo e sul tappeto del salone. Fu a quel punto che il discepolo, confuso, prese coraggio e disse al maestro di non continuare a ver- sare il liquido nella tazza, questa era piena e non entrava altro thè. Mi fa piacere tu te ne accorga, disse il maestro. Nella tazza non c’è spazio per altro thè… E in te, c’è spazio per quello che vuoi imparare da me?

Il vecchio saggio chiese all’uomo se era disposto a interiorizzare profondamente quello che avrebbe da lui imparato, perché standogli vicino, a volte, avrebbe dovuto avere il coraggio di svuotare la sua tazza. E disse: “dovrai abbandonare quel che riempiva la tua mente, dovrei essere pronto a lasciare quel che conosci, senza sapere cosa prenderà il suo posto per arrivare ad una maggiore conoscenza”.

La morale è che spesso vogliamo ricominciare da zero, e dentro di noi emerge un bisogno incombente di iniziare un percorso in cui di fronte la sofferenza, al dolore, alle incomprensioni, ai fallimenti affettivi, professionali, mentre viviamo ciò che sta accadendo, vogliamo vedere altro.

Il mio consiglio? Cerca di approfondire e di andare oltre, di dare un senso e un significato che aumenti la consapevolezza del tuo esistere, che aiuti la crescita, per raggiungere maggiori livelli di comprensione. In questo cambio di prospettiva, ti consiglio perché aiuta molto, guardarsi indietro ed effettuare una visione retrospettiva e analitica della tua vita passata. Vorrei tu pensassi al tuo passato, agli accadimenti, alle circostanze, ai fatti vissuti, alle persone incontrate, prendendo la giusta distanza da queste cose riuscirai a incasellare il tutto in un mosaico di senso che ti renderà molto più forte. Ricorda sempre: ciò che occupa maggiormente la tua mente intenzionalmente e non, tende a trasformarsi in comportamenti e in realtà.

Senza l’accettazione che l’amore è finito, qualsiasi percorso è inutile.

 

Ricomincio da me libro cartaceo - Mi ha lasciato, come ricominciare - Dr.ssa Ave Giada

 

L’articolo è stato estratto dal libro “Ricomincio da me” scritto dalla Dr.ssa Ave.

Per info libro manda una mail a giada@avegiada.com o clicca qui

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