Cos’è la depressione: sintomi, comportamenti e processi mentali

Cos’è la depressione: non c’è margine d’errore sul modo in cui si manifesta uno stato depressivo, in quanto i sintomi che caratterizzano il disturbo sono alquanto specifici: tristezza invincibile, mancanza di energie, anedonia, ovvero incapacità di godere dei piaceri, problemi vegetativi come insonnia, autoregolazione o problemi nell’alimentazione. La condizione depressiva, che si manifesta in modo incessante e mortifera, induce la sensazione di aver perduto o danneggiato una parte del Sè. Ricordo che tra i fattori considerati significativi nelle considerazioni eziologiche sullo stato depressivo, cioè sulle cause che generano la depressione, possono esserci: vulnerabilità psicologica, dipendenza da fonti esterne per il mantenimento dell’autostima, la precoce mancanza di amore, cura, calore, protezione, una disposizione depressiva segnata da colpa, incapacità e paura relativa alla perdita di amore (Karasu, 1997).

 

Cos'è la depressione Suggerimenti per uscire dalla depressione: cos'è e come combatterla

 

 

Cos’è la depressione: le difese e i comportamenti psicologici della persona depressa

Cosa succede nella mente della persona che soffre di depressione? Nella malattia depressiva si portano alla luce aspetti comportamentali come l’ambivalenza, l’incapacità ad amare, l’eccessiva preoccupazione per sé, l’utilizzo del senso di colpa per avere l’attenzione su di sé e l’ostilità, atteggiamento che si pone quale ostacolo al raggiungimento di una adeguata maturazione cognitiva (Arieti, Bemporad, 1978).

La difesa più potente che un depresso attiva è l’introiezione, oltre alla idealizzazione e al rivolgimento contro la propria persona. Vediamo ogni meccanismo nello specifico:

  • L’Introiezione è la difesa tipica del disturbo depressivo. Perdendo il proprio oggetto, il depresso cerca di assumerlo nel proprio Sè per sentirsi completo, anche se ciò significa far entrare nella propria rappresentazione, tutte le esperienze e qualità dolorose, cattive, collegate e esperite con l’oggetto stesso. Se da un lato tale meccanismo riduce l’ansia che la persona depressa prova,  dando un senso di potere, nel contempo il depresso interiorizza inconsciamente le qualità “cattive” di un antico oggetto d’amore, che vengono in questo modo percepite come parte del Sé.
  • L’Idealizzazione è l’altra difesa. Partiamo dal fatto che l’autostima di una persona depressa, viene minata a causa delle esperienze che vive, esperienze in cui si sente vuota o segretamente cattiva, e l’ammirazione che prova per gli altri cresce in maniera corrispondente. Qui si attiva il meccanismo chiamato idealizzazione, che si ripete ciclicamente e in modo ricorrente. Il meccanismo mentale porta una eccessiva idealizzazione per gli altri, che innesca nella persona depressa una svalutazione di sé in rapporto a loro, attivando una ricerca di un oggetto da idealizzare per compensare il senso di inferiorità, e di nuovo un senso di inferiorità verso l’oggetto investito e idealizzato… e così via, nel ripetersi del ciclo.
  • Rivolgimento contro la propria persona. Difesa mediante cui il depresso riduce la sensazione di angoscia che vive, specialmente l’angoscia da separazione. Il meccanismo attiva la supposizione che l’abbandono sia stato provocato dalla propria rabbia e dalle proprie critiche, pertanto la persona depressa si sente più sicura a rivolgerle contro il Sé. Lo stesso meccanismo favorisce anche la conservazione di un senso di potere, derivante l’idea che se la cattiveria è una caratteristica che fa capo a se stesso, allora lo stesso potrà, plausibilmente, modificare una situazione disturbante (Mc Williams, 1994).

 

Cos’è la depressione: i tratti “orali”

Freud (1917), Abram (1924) e lo stesso Fenichel (1945), suggeriscono che vivere una esperienza di perdita prematura sia un possibile precursore del disturbo depressivo e sottolineano come, la depressione, possa essere una regressione della prima fase dello sviluppo psicosessuale.

“Nelle profondità del suo inconscio vi è una tendenza

a divorare e demolire l’oggetto”

(Abraham, 1916; cit. in Arieti, Bemporad, 1978)

Cioè esiste un desiderio inconscio che sta alla base della sintomatologia depressiva, legata all’alimentazione. Si porta alla conoscenza il fatto che vi è correlazione tra oralità e depressione, binomio confermato da sintomi quali il rifiuto del cibo (che, equivalendo all’oggetto, l’individuo teme di distruggere), la paura di morire di fame  (legata al timore della realizzazione dei desideri orali distruttivi), il divorare avidamente il mangiare, che essendo inghiottito viene al contempo annientato (Mangini, Macchi, 2003). La persona che vive uno stato depressivo ha pertanto una fissazione nello stadio orale; spesso la persona depressa è sovrappeso, ama fumare, bere, mangiare, ballare, baciare, e altre forme di gratificazione orale (spesso non si ha a che fare solo con persone affamate di cibo, ma con soggetti depressi bisognosi di essere emotivamente nutriti o con persone che non amano l’arte del cucinare, chissà perché?!)

 

Cos’è la depressione: sensazioni di rabbia e di tristezza

Le persone che si trovano a vivere stati depressivi distolgono dagli altri e dirigono verso se stesse i propri effetti negativi, al punto da rivolgere la rabbia verso il loro interno. La bibliografia narra, infatti, come la depressione raramente porta a provare una rabbia spontanea o non conflittuale, bensì comporta importanti e persistenti sentimenti di colpa. Altro affetto importante delle persone con psicologia depressiva è la tristezza. Il male e l’ingiustizia provocano angoscia e vi è uno stato palpabile di malinconia interiore.

 

Cos’è la depressione: ereditarietà si o no?

Che la disposizione alla depressione possa essere ereditaria è suggerito da molteplici studi sulle storie famigliari; vero anche che nessuno, ad oggi, possa  stabilire con esattezza in che misura la trasmissione di questo disturbo sia geneticamente determinata e in che misura, invece, sia il comportamento di genitori depressi a provocare reazioni distimiche nei figli. Pertanto un episodio depressivo potrebbe avere influenza nelle generazioni future, a livello genetico tanto quanto a livello esperienziale. 

Cos’è la depressione – Dott.ssa Giada Ave Psicologa

 

 

 

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