Ricominciare da zero : per ricominciare da zero devi imparare

Ricominciare da zero: per ricominciare da zero devi imparare

 

 

 

Ricominciare da zero: per ricominciare da zero è importante imparare

Ricominciare da zero? Si, per ricominciare da zero in tutte le situazioni della nostra vita, è necessario imparare. Imparare è come sbucciare un frutto. Immagina di avere una pesca in mano e di volerla mangiare; all’inizio vedi soltanto la parte ruvida e grinzosa, potresti pensare che il frutto non è molto invitante o appetitoso, ma dopo aver superato il primo momento, vedi e senti la polpa del frutto. E’ in quel momento che i pensieri iniziali si dissolvono e l’apprendimento diventa succoso, dolce, nutriente, tanto quanto la polpa che mangiamo e il gusto che assaporiamo. Molti a questo punto vorranno fermarsi, ma per crescere non si può finire in questo modo la storia, serve andare più in là. È più in là incontrerai il duro legno del nocciolo. Quando vuoi ricominciare da zero, significa che è arrivato il tempo di mettere in discussione tutto ciò che c’era prima, e questo è il momento più difficile. Se decidi di intraprendere un percorso di crescita, dopo un momento difficile che la vita ti ha portato a vivere, devi prendere coraggio, andare oltre la dura scorza dell’attrazione per la parte succosa e morbida di ciò che c’era prima, devi imparare a sommare il nuovo al vecchio, per trarre beneficio da entrambi. Solo in questo modo arriverai al seme, nel centro di tutto. Il centro è la potenzialità assoluta, il germe di nuovi frutti, è l’inizio di un nuovo ciclo di apprendimento, al quale si arriva soltanto attraverso quel vuoto a partire da cui tutto è possibile. Proprio così, quando ricominci questo è quello che ti deve capitare se vuoi raggiungere l’obiettivo: svuotare il contenitore che è in te, per riempirlo di nuovo sapere o del sapere acquisito elaborato e tradotto.
 

 

Ricominciare da zero: una storia sufi

Per capire cosa significa ricominciare da zero, vorrei raccontarti una storia sufi che narra di un uomo, un discepolo e una tazza di thè. Un uomo arrivò alla bottega di Badwin, un vecchio saggio che viveva in un monastero circondato da grandi montagne, e disse: ho letto tanto e ho frequentato molti uomini saggi e illuminati. Credo di essere riuscito ad accumulare tutta la conoscenza che mi è passata per le mani e quello che gli altri maestri mi hanno con pazienza trasmesso. Oggi però, credo soltanto lei Badwin possa insegnarmi ciò che viene dopo. Sono sicuro che, se mi accetterai come discepolo, potrò completare quello che so, con il poco o il molto che mi manca. Il maestro, contento, gli rispose che era sempre disposto a condividere quello che sapeva con chi ne avesse necessità. Prima di cominciare la lezione, però, il maestro offri all’uomo del thè. Il saggio si alzò, andò in cucina e tornò nella grande sala dove l’uomo lo stava aspettando. Portò due bellissime tazze di porcellana, riempite di thè fino a metà. Nell’altra mano teneva una piccola caraffa di rame, la quale sprigionava un’aroma delizioso, la stanza era invasa da quelle note dell’infuso mistico, che aveva dolci odori speziati. Il discepolo prese la tazza, il maestro afferrò la teiera e cominciò a inclinarla per versarvi del thè. Il liquido presto raggiunse l’orlo della porcellana, ma il maestro parve non notarlo. Continuò a versare nella tazza il thè, che dopo essere traboccato e aver riempito il piattino che l’allievo sorreggeva, cominciò a spargersi sul tappeto del salone. Fu a quel punto che il discepolo, confuso, prese coraggio e disse al maestro di non continuare a versare il liquido nella tazza, questa era piena e non entrava altro thè. Mi fa piacere tu te ne accorga, disse il maestro. Nella tazza non c’è spazio per altro thè… E in te, c’è spazio per quello che vuoi imparare da me? Il vecchio saggio chiese all’uomo se era disposto a interiorizzare profondamente quello che avrebbe da lui imparato, perché standogli vicino, a volte, avrebbe dovuto avere il coraggio di svuotare la sua tazza. E disse: dovrai abbandonare quel che riempiva la tua mente, dovrei essere pronto a lasciare quel che conosci, senza sapere cosa prenderà il suo posto per arrivare ad una maggiore conoscenza.

Morale Spesso vogliamo ricominciare da zero, e dentro di noi emerge un bisogno incombente di iniziare un percorso in cui di fronte la sofferenza, al dolore, alle incomprensioni, ai fallimenti affettivi, professionali, mentre viviamo ciò che sta accadendo, vogliamo vedere altro. Cerca di approfondire e di andare oltre, di dare un senso e un significato che aumenti la consapevolezza del tuo esistere, che aiuti la crescita, per raggiungere maggiori livelli di comprensione. In questo cambio di prospettiva, ti consiglio perché aiuta molto, guardarsi indietro ed effettuare una visione retrospettiva e analitica della tua vita passata. Pensa agli accadimenti, alle circostanze, ai fatti vissuti, alle persone incontrate, prendi la giusta distanza da queste cose e incasella il tutto in un mosaico di senso, aiutati magari con uno schema.

Poi… mandamelo, inviami una mail a giada@avegiada.com e fammi sapere come stai.

 
Ricominciare da zero è possibile – Dott.ssa Giada Ave Psicologa

 

 
 
 
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