Intelligenza emotiva come allenare tuo figlio: dalla nascita ai 3 mesi

Intelligenza emotiva come allenare tuo figlio

Intelligenza emotiva come allenare tuo figlio

L’intelligenza emotiva, anche chiamata quoziente emozionale, è una meta-abilità importantissima, che ogni persona dovrebbe apprendere e rafforzare durante la vita. Tale capacità permette a ogni persona di navigare la propria vita con maggiore successo e meno stress; aiuta a capire, a gestire e a esprimere i propri e altrui sentimenti, in modo efficace. Implementare questa attitudine, pertanto, soprattutto da quando una persona è giovane, è paragonabile ad avere una chiave di volta, che aiuta ognuno di noi ad avere una qualità di vita nettamente migliore. L’ intelligenza emotiva può essere coltivata e migliorata con l’apprendimento, proprio perché le capacità emotive innate, non sono definitive. Quindi, da quando un bimbo nasce, un genitore può mettere in atto piccole ma speciali comportamenti per assicurare al proprio bambino una maggiore capacità nella gestione della propria vita.

 

Intelligenza emotiva come allenare tuo figlio : si può allenare un bimbo dalla nascita ai tre mesi

Per quanto un bambino di tre mesi sia piccolo, impara attraverso l’osservazione e l’imitazione a conoscere le emozioni, quindi si può iniziare ad allenarlo all’ intelligenza emotiva come allenare tuo figlio. In questo periodo iniziale di crescita, ogni genitore può rafforzare questa capacità del proprio figlio, nonostante i pochi mesi di vita del bimbo. Difatti, sono i genitori, grazie all’attenzione e alla propria capacità di risposta, coloro che iniziano il processo attivo di allenamento emotivo, nonostante la tenera età.
Sono i genitori gli artefici della prima esperienza e dell’inizio della comunicazione emotiva nell’infante; questo training infatti, si attiva con i dialoghi imitativi. I dialoghi imitativi sono tutti quei comportamenti attraverso i quali il bimbo si sente compreso, degno di attenzione, trova amore e risposta ai suoi sentimenti.
Pensa, ad esempio, quando i genitori iniziano a parlare con il neonato attraverso il linguaggio infantile; sono buffi, comici, eccessivi, ripetono più volte la stessa parola, hanno un tono di voce squillante. Altre volte, invece, si usano le espressioni, movimenti del viso, mandare baci, fare sorrisi, guardarli con gli occhi che ridono …insomma tutta la mimica facciale, della quale il bimbo viene affascinato. Questi sono tutti giochi di imitazione che i genitori fanno, faccia a faccia, davanti il figlio appena nato. E vanno benissimo perché il bambino neonato non è un soggetto passivo, già a tre mesi cerca un genitore sensibile ed emotivamente coinvolto.

 

Intelligenza emotiva come allenare tuo figlio : cosa fare per allenare il proprio bimbo

Quando i bimbi dai zero ai tre mesi imparano a leggere, tradurre e a imitare i segnali emotivi dei genitori, realizzano, nel contempo, un’importantissima competenza dello sviluppo, legata all’intelligenza emotiva, ovvero la capacità di regolare l’eccitazione fisiologica. Molti studiosi credono che i bambini divengono capaci di regolare in modo efficace la propria eccitazione fisiologica attraverso un’alternanza: ovvero passano da una fase attiva di interazione con le persone, ad una fase passiva. Per del tempo il bimbo presta molta attenzione agli altri, risponde alle sollecitazioni del gioco, poi, dopo alcuni minuti, guarda altrove ignorando i tentativi degli adulti di attirarlo nuovamente in una interazione. Questo comportamento avviene perché il bambino ha bisogno di sottrarsi causa stanchezza, e deve rispondere al bisogno di riposo. Quando è troppo stimolato cerca l’evitamento, e l’unica maniera, essendo così piccolo, è distogliere lo sguardo o attraverso il pianto. Il piccolo, in quel momento, sta cercando di imparare a calmarsi. Cosa fare per essere un bravo genitore-allenatore?

Prima Strategia: lascia riposare il neonato per non farlo sentire prigioniero, perché psicologicamente ha bisogno di un periodo di inattività. Il consiglio è, pertanto, di fare attenzione agli umori del bimbo e di rispondere ad essi. Quando perde interesse per il gioco, fallo riposare. Quando si irrita in situazioni in cui è stato preso in braccio e più persone lo hanno tenuto per molto tempo, portalo di tanto in tanto in una stanza tranquilla dove potrà calmarsi da tutte le eccitazioni accumulate. Quando è molto caricato da non riuscire a calmarsi da solo, tranquillizzalo, abbassa la luce, cullalo, parlargli dolcemente, cammina con lui in braccio, in modo che possa percepire che tutti e due vi muovete insieme con ritmo delicato.

Ricapitolando, per essere bravi genitori dovete divenire sensibili agli umori dei piccoli riconoscendo quando vostro figlio ha bisogno di passare da attività altamente stimolanti a una condizione più tranquilla. In questo modo lo allenerete ad una equilibrata intelligenza emotiva:
  • gli offrirete maggiori opportunità di sperimentare il passaggio da uno stato di forte eccitazione ad uno stato più calmo, aiutandolo nel training di regolazione dei propri stati fisiologici
  • imparerà che è possibile riacquistare la serenità dopo aver sperimentato forti emozioni. Nella crescita svilupperà la capacità di auto rasserenare se stesso, e vivrà maggiore benessere emotivo
  • sarà capace di decifrare ed esprimere le diverse emozioni che vive

 

Seconda Strategia: comincia ad allenarlo all’imitazione. Osserva qualche gesto che tuo figlio mette in atto, come il tirare fuori la lingua o toccarsi i piedini, e tu genitore fai la medesima azione verso di lui. Il bambino, per compensazione imitativa, rifarà il comportamento e così avrà inizio il gioco-allenamento. Quando giochi devi essere vivace, emozionato/a, ripeti qualche frasetta un po’ sciocca o gesti ritmici, delicati. Giocando in questo modo, il bambino diventa consapevole della routine ludica, impara a prevedere l’azione che stai per fare, e dentro di sé attuerà pensieri come “ora la mamma o il papà comincia il gioco delle dita dei piedi e li fa roteare”, oppure “ora la mamma o il papà comincia il gioco del solletico”. Quando il bambino apprezza il gioco, di conseguenza impara a comunicare la sua felicità con sorrisi, risate, strilli, sgambettando, eccitandosi … Questo gioco-allenamento non solo crea una spirale crescente di interazione affettuosa divertente, ma rafforza il legame emotivo tra bambino-genitore e diviene il miglior allenamento emotivo all’intelligenza emotiva per un neonato.

Intelligenza emotiva come allenare tuo figlio – Dott.ssa Giada Ave Psicologa

 

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Se hai voglia, leggi anche come allenare un bimbo all’intelligenza emotiva dai 6 agli 8 mesi, oppure un bambino dai 9 ai 12 mesi.

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